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La plastica non ha nulla di chic!

Essere chic oggi significa dire basta alla plastica monouso, e se non ci avete ancora riflettuto non c’è più tempo da perdere.
Il disastro ecologico che ha già provocato è reale,
i numeri sono vertiginosi e a volte anche spaventosi. Generalmente reagisco agli elettrochoc, ho spesso bisogno di essere scioccata per finalmente agire. E con la plastica è stato purtroppo molto facile trovare di che essere scioccata!
Allora, anche se a volte può essere complicato cambiare alcune nostre piccole abitudini, nel caso della plastica usa e getta non abbiamo più scuse! Anche perché le alternative sono davvero tante e ovunque, e ci potete contare : Made in Sandhi scoverà per voi oggetti senza plastica e ultra chic.

I miei elettrochoc

Sarà perché sono nata sulle coste dell’Atlantico o anche perché ho avuto la fortuna di nuotare in alcuni dei posti più belli del mondo, ma sono stata particolarmente toccata da quanto ho visto e letto circa l’inquinamento plastico degli oceani.
Si stima ad esempio che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci in mare(1)! E quando ho realizzato che i miei nipotini, oggi adolescenti, avranno 45 anni nel 2050, cioè la mia attuale età, sono quasi stata presa dal panico. La situazione è urgente, le scadenze sono vicine, non si tratta più di predire cosa dovranno fare le generazioni future ma bensì di quanto dobbiamo fare ADESSO.

video de Greenpeace UK, i tristi visi dei bambini di fronte all’oceano del loro futuro

Articolo usa e getta o monouso

Si dice di oggetti e prodotti destinati al consumo immediato e di cui ci si serve una volta sola per poi buttarli via

È da quando abbiamo deciso di utilizzarla per farne dei prodotti usa e getta che abbiamo completamente perso la ragione sulla plastica e sul suo utilizzo. Abbiamo semplicemente “dimenticato” le caratteristiche che ne fanno sia un materiale straordinario sia una bomba a scoppio ritardato. Straordinario perché estremamente versatile e durevole nel tempo, con una durata di vita che va da 500 anni all’infinito, quindi molto utile in tanti casi. Ma anche estremamente pericoloso perché altamente inquinante, 2kg di petrolio sono necessari per produrre 1kg di plastica. Servirsi della plastica per produrre articoli destinati ad essere utilizzati una sola volta è un assoluto contro senso, un vero concentrato di stupidità umana!

Abbiamo quindi completamente perso la ragione e i risultati sono chiari. Produciamo oggi 10 tonnellate di plastica al secondo di cui la metà per oggetti che saranno utilizzati una sola volta prima di essere buttati.
Dal 1950 abbiamo accumulato più di 9 miliardi di tonnellate di plastica e continuiamo a farlo mentre ad oggi solo il 9% viene riciclato, il resto viene ammassato in discariche – spesso abusive o comunque fuori controllo – oppure scaricato negli oceani! 10 milioni di tonnellate ci finiscono ogni anno, l’equivalente di un camion rifiuti buttato a mare ogni minuto*, e se nulla cambia sarà l’equivalente di 2 camion rifiuti entro il 2030 e di 4 nel 2050! Abbiamo tutti sentito parlare del continente di plastica che galleggia in mezzo al mare, in realtà ce ne sono 5 – 2 nell’Atlantico, 2 nel Pacifico e uno in mezzo all’oceano Indiano – per una superficie di 6 volte quella della Francia.

Ma questa plastica galleggiante rappresenta una minima quantità del totale “ingurgitato” nel tempo da mari e oceani. Una parte torna a riva, da qui l’importanza di costantemente pulire le coste, ma la realtà è che abbiamo “perso le tracce” della maggior parte dei rifiuti marini. Non sono più visibili ad occhio nudo, si sono disgregati in infinite micro-particelle che si ritrovano nei fondi marini e in numerose specie animali. Si stima ad esempio che 100.000 mammiferi e uccelli marini sono uccisi ogni anno a causa dell’inquinamento della plastica. E quanto a noi? Nulla di visibile nei nostri piatti eppure mangiando pesce e crostacei ingeriamo fino a 11.000 particelle di plastica per persona ogni anno. Quindi da grande amante di ostriche ed altri frutti di mare sono stata davvero molto scioccata da tutto questo!

E voi? La situazione vi sembra più chiara adesso?

Pensate ancora di essere raffinate con una bottiglietta d’acqua in plastica infilata nella vostra borsa preferita? Vi trovate veramente chic su questa foto nella quale vi si vede gustare un cocktail con una cannuccia di plastica in mezzo alle labbra?

Quindi ora che abbiamo capito che si tratta di veri passi falsi, vedrete che le cose stanno veramente cambiando e che esistono numerosissime soluzioni per invertire il trend ed eliminare la plastica monouso dal nostro quotidiano.

La morte annunciata della plastica usa e getta

Se un lavello sta traboccando ci sembra evidente chiudere il rubinetto prima di prendere lo straccio per asciugare il pavimento, giusto? Quindi stesso principio per la cara plastica monouso, chiudiamo il rubinetto!
Tra le buone notizie c’è che politici e industriali hanno imboccato la strada del cambiamento un po’ ovunque nel mondo.

L’Unione Europea ha stilato un elenco dei 10 articoli che, con i rifiuti derivanti della pesca, rappresentano più dell’80% della plastica ritrovata sulle nostre coste, e ne ha vietato la vendita sull’insieme del continente a partire dal 2021(2). Basta quindi a piatti, bicchieri, cannucce, … ed altri cotton fioc, e non solo : la direttiva introduce anche il principio di “che inquina paga” per alcune industrie come quelle del tabacco o delle bottiglie in plastica , fissando degli obiettivi di raccolta, riciclaggio e uso di materiali biodegradabili.
Stessa cosa altrove nel mondo : diverse grandi città degli USA, come San Francisco, hanno già vietato sacchetti e cannucce usa e getta, l’India si è fissato un obiettivo a scadenza 2022 per il divieto della plastica monouso, ecc.…

Lato industriali i primi cambiamenti esistono anche qui: le compagnie aeree hanno ridotto di molto i rifiuti plastici, alcuni supermercati anticipano le direttive di legge e hanno già tolto dalla vendita alcuni articoli usa e getta, sempre più aziende tolgono le bottigliette di plastica dai distributori automatici mettendo a disposizione dei dipendenti fonti d’acqua per il riempimento delle borracce… La lista degli esempi è davvero lungo e ci piace molto!

Ma aldilà di politici e industriali questa morte annunciata della plastica monouso deve obbligatoriamente passare dall’iniziativa individuale di ciascuno di noi. Ed anche qui le cose stanno cambiando e le proposte sono tantissime. La raccolta rifiuti sulle spiagge è diventata un’attività volontaria un po’ ovunque sulle coste, un buon modo di passare del tempo all’aria aperta, in buona compagnia e il tutto facendo del bene al nostro pianeta. Altro esempio: la ONG “the ocean cleanup” ha messo appunto un sistema che consentirà di pulire i vortici di plastica galleggiante negli oceani; anche se durerà diversi anni quest’operazione farà interamente sparire i continenti di rifiuti plastici.

Sarebbe impossibile citare, o anche censire, tutte queste belle iniziative talmente ce ne sono, le soluzioni per ridurre l’inquinamento da plastica sono ad ogni angolo e questo è davvero chic-issimo, e lo è ancora di più eliminare la plastica usa e getta dalle nostre vite. C’è un’unica soluzione per un risultato definitivo: chiudere il rubinetto, cioè non consumare – e quindi a termine non produrre – più nessun articolo monouso in plastica.

 

Triennale di Bruges – Belgio : riproduzione di una balena fatta di 10.000 articoli de plastica ritrovati nell’Atlantico e nel Pacifico
Il mio amico Carlo impegnato nel clean up di una spiaggia una domenica mattina di novembre scorso

Coming soon : oggetti chic senza plastica

È ancora un po’ presto per svelarvi tutto ma non resisto ad anticiparvi alcune delle nostre alternative alla plastica.

Vi ho parlato dell’orrore della vostra bottiglietta d’acqua infilata in borsa, ebbene ho scovato alcuni modelli di bottiglie di vetro ed altre borracce che vi faranno impazzire, specie per l’eleganza e lo stile. E per i vostri cocktail, li renderete super esclusivi con una cannuccia di bambù almeno che preferiate la raffinatezza di quelle in vetro. Le troverete tutte prossimamente qui nello store online.

Allora aspettando l’apertura vi do appuntamento sempre sul blog per parlarvi di moda, un altro appassionante argomento, ne approfitterò per mostrarvi qualche foto dei nostri splendidi ed esclusivi leggings yoga, una storia nata a Bali, una delle mie ultime destinazioni di viaggio ed anche la prossima. Anche di questi viaggi vi parlerò presto.

  1. https://www.ellenmacarthurfoundation.org
  2. https://www.consilium.europa.eu/it/
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